Ridurre le distanze tra Regioni, Enti locali e Stato, altrimenti l’intesa cadrà

L’impegno che il sottosegretario Baretta sta profondendo per rendere “gestibile” e mettere in campo il decreto attuativo dell’intesa sul riordino del gioco è veramente tanto, anche perché chi scrive ne è certo, lo stesso Baretta si è trovato spiazzato dai comportamenti tenuti dalla Regione Piemonte nei confronti della propria Legge sul Gioco che non rispecchia quelli che sono stati gli accordi dell’intesa e che sta portando un “vero scompiglio” tra tutti gli addetti ai lavori del settore in quel territorio.

Giusto, quindi, che il sottosegretario abbia voluto incontrare il Presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino per chiarire le reciproche posizioni e che hanno fatto emergere, ancora una volta, l’obbiettivo dell’intesa sottoscritta da tutte le Regioni e che racchiude la riduzione e la qualificazione dell’offerta del prodotto gioco, compresi i migliori siti di scommesse sportive online, sul territorio nazionale con lo scopo chiaro e netto di tutelare la salute e la sicurezza pubblica contrastando le derive problematiche che possono discendere dall’abuso del gioco.

L’incontro è stato cordiale: sono stati ribaditi, da entrambe le parti ancora una volta, gli obbiettivi condivisi dell’intesa concordata e sottoscritta con tutte le Regioni. In questo accordo si è compresa anche la salvaguardia degli investimenti effettuati dalle imprese di gioco e la garanzia di avere un mercato sufficiente per garantire “vita commerciale” alle attività che hanno collocazione su tutto il territorio nazionale e, quindi, anche quelle che risultano in essere attualmente nella Regione Piemonte.

Quindi, l’incontro con le istituzioni locali piemontesi vi è stato, ma il “caso Piemonte” tiene sempre banco perché sta provocando e suscitando tanta apprensione e disappunto negli operatori che non capiscono che fine faranno le loro attività che l’accordo sul riordino aveva garantito e che speravano fosse applicato anche sul loro territorio. Ma così non è, visto che dalla fine del mese di novembre sono cominciate le sanzioni a coloro che non hanno ottemperato alle “direttive” della Legge Regionale, e che hanno continuato a tenere le apparecchiature da intrattenimento “accese” contravvenendo così, non all’accordo sul riordino, ma alla Legge sul Gioco piemontese.

Infatti, la stessa legge contiene e presenta aspetti alquanto restrittivi rispetto agli equilibri che sono stati condivisi nell’intesa ed il sottosegretario Baretta confida che il monitoraggio annunciato dal Presidente Chiamparino consentirà di “perseguire un approccio” che porti all’applicazione di quanto previsto dall’accordo concordato e sottoscritto in Conferenza Unificata. Ovviamente, in questo “cordiale incontro”, sembra che il Presidente della Regione Piemonte abbia confermato e ribadito che la Legge sul Gioco “è in vigore” e verrà monitorata con attenzione in questi primi mesi della sua attuazione.

Fermo restando che è stato preso atto da parte della stessa Regione che l’accordo sul riordino ha l’obbiettivo di contrastare la “ludopatia ed il gioco d’azzardo patologico”, mentre la Legge piemontese ha “tratti più restrittivi”: l’accordo non ha un approccio né proibizionista né espulsivo, poiché la stessa intesa ritiene che questi due atteggiamenti possano far correre il rischio di far ritornare il mondo del gioco d’azzardo nell’illegalità con tutte le conseguenze del caso.

E ponendo anche un altro punto fermo estremamente importante: se non verrà dato corso, da parte di tutte le Regioni, all’uniformarsi a quanto concordato nell’intesa, non si potrà emanare il decreto attuativo della stessa, vanificando tutto il lavoro messo in campo e tutte le promesse che discendono dalla sottoscrizione dell’accordo del 7 settembre 2017 fatte al settore ludico.

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